Il 4 novembre 2026 la Commissione per l'Ambiente, la Salute pubblica e la Sicurezza alimentare del Parlamento Europeo (ENVI) ha adottato una posizione negoziale che indebolisce l'ambizione del blocco sulle emissioni del 2035 per le nuove automobili: la commissione ha fissato una riduzione base delle emissioni di CO2 della flotta per il 2035 all'87,5% rispetto al riferimento 2021, con i costruttori in grado di integrare questa riduzione fino a 7,5 punti percentuali attraverso crediti per acciaio a bassa emissione prodotto nell'UE. Il testo è stato adottato in commissione con 48 voti favorevoli, 30 contrari e 2 astensioni.

Cosa è stato deciso

Il testo dell'ENVI sostituisce il precedente obiettivo de facto del 100% a zero emissioni allo scarico per il 2035 con un quadro che offre flessibilità per l'industria. Secondo la proposta della commissione i costruttori potrebbero conteggiare alcune piccole BEV costruite nell'UE e molto efficienti come più di una vendita (i cosiddetti “super‑crediti”: piccole BEV UE fino a 4,2 m verrebbero conteggiate come 1,4 veicoli e EV altamente efficienti come 1,2) e potrebbero compensare una parte delle emissioni di flotta usando crediti per acciaio a bassa emissione; per i veicoli commerciali leggeri la commissione ha proposto tagli inferiori per il 2030 e il 2035 (35% entro il 2030 e 80% entro il 2035 secondo la bozza). Le commissioni parlamentari hanno inoltre declassato obiettivi precedentemente obbligatori per le flotte aziendali a obiettivi non vincolanti, «aspirazionali».

Il relatore Massimiliano Salini (PPE, IT) ha inquadrato la modifica come protezione della catena di fornitura automobilistica europea e preservazione della scelta tecnologica: “Il nostro accordo segna una svolta per l'industria automobilistica europea... La registrazione di auto con motore a combustione senza obblighi di compensazione rimarrebbe possibile, proteggendo la libertà tecnologica e ripristinando prospettive per l'intera filiera.”

Perché le commissioni hanno cambiato posizione

La mossa segue mesi di pressioni da parte dell'industria e dei governi nazionali. Il Pacchetto Auto della Commissione Europea, presentato a fine 2025, aveva già proposto di attenuare la scadenza 2035 a una riduzione del 90% con compensazioni; i negoziatori di commissione di gruppi di centro‑destra, socialisti e liberali hanno spinto oltre per ampliare gli strumenti di conformità per i costruttori. Le associazioni di settore hanno accolto la decisione con cautela, mentre i gruppi ambientalisti hanno avvertito che la modifica rischia di rallentare l'elettrificazione.

Cosa significa per il mercato

Per l'Europa centrale e orientale il voto della commissione è importante perché molti OEM e fornitori della regione forniscono powertrain, stampaggio e componenti per auto costruite nell'UE. La revisione cambia il caso commerciale per modelli e componenti: i super‑crediti favoriscono la produzione di piccole BEV molto efficienti nell'UE (il che potrebbe avvantaggiare le linee di assemblaggio CEE che producono modelli compatti), mentre i crediti per acciaio a bassa emissione creano un potenziale segnale di domanda per acciaio più pulito nelle acciaierie europee. Eurofer ha salutato il voto come un incentivo per la domanda di acciaio a basse emissioni, affermando che un credito dedicato per l'acciaio «premierebbe i costruttori che utilizzano acciaio qualificante a basse emissioni, contribuendo a creare domanda per acciaio più pulito».

Contemporaneamente il contesto di mercato è misto: le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria stanno già crescendo rapidamente (le auto elettriche a batteria rappresentavano il 22,7% delle nuove immatricolazioni nell'UE nei mesi gennaio–settembre 2026, dati provvisori ACEA), quindi i costruttori affrontano la duplice sfida di soddisfare la crescente domanda di BEV gestendo al contempo il costo della decarbonizzazione delle catene di fornitura e delle batterie. Il pacchetto della commissione apre spazio per una conformità tecnologicamente neutrale, ma non elimina la necessità di un rapido dispiegamento di VE e di investimenti locali in batterie e competenze.

Il rapporto di commissione ora passa all'aula plenaria del Parlamento Europeo, dove è previsto un voto a dicembre 2026; successivamente il mandato del Parlamento entrerebbe nelle negoziazioni con gli Stati membri nel Consiglio, dove sarà decisa la forma finale della legge. Le parti interessate nella CEE — OEM, fornitori di componenti, acciaierie e governi nazionali — dovrebbero seguire da vicino la plenaria di dicembre e le successive deliberazioni del Consiglio.

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Fonti: Reuters (reportage sindacato), materiali stampa del Parlamento Europeo, Electrive, ACEA, Eurofer, Autocar.