Le commissioni Ambiente, Mercato interno e Trasporti del Parlamento europeo hanno approvato un pacchetto di bozza di riforme automobilistiche il 4–5 novembre 2026 che istituirebbe una nuova categoria UE per "piccoli veicoli elettrici" e applicherebbe generosi moltiplicatori ai veicoli elettrici e ai furgoni a basso consumo prodotti nell’UE. Le commissioni hanno adottato il testo omnibus con 105 voti favorevoli, 39 contrari e 21 astensioni, mentre la commissione Ambiente (ENVI) ha approvato separatamente i target CO2 rivisti con 48 voti a favore, 30 contrari e due astensioni.
Misure chiave concordate in commissione
Secondo la bozza, un "piccolo veicolo elettrico" sarebbe un’autovettura di categoria M1 costruita nell’UE con una lunghezza massima di 4,2 metri. I piccoli VE qualificanti conterebbero come 1,4 veicoli quando i costruttori calcolano le loro emissioni medie di CO2 di flotta; i VE “altamente efficienti” prodotti nell’UE riceverebbero un moltiplicatore di 1,2. I furgoni elettrici puri costruiti nell’UE conterebbero come 1,2 veicoli fino alla fine del 2034 e 1,4 a partire dal 2035. Il testo della commissione ENVI propone inoltre di abbassare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 della flotta di autovetture per il 2035 all’87,5% (dal 100%) e l’obiettivo per i furgoni all’80%.
Le commissioni hanno inoltre approvato modifiche tecniche e di sicurezza: le autovetture e i furgoni fino a 3,5 tonnellate dovrebbero essere dotati di sistemi di rilevamento della presenza di bambini che funzionino anche dopo lo spegnimento o il bloccaggio del veicolo, e le maniglie delle porte dovrebbero essere progettate per consentire l’apertura meccanica in caso di emergenza. Il testo fissa il termine del 31 dicembre 2027 per la Commissione europea per adottare requisiti di interoperabilità per la ricarica intelligente tra veicoli, punti di ricarica e la rete elettrica.
Trattative e prossimi passi
I testi delle commissioni sono posizioni di bozza. È previsto che il Parlamento voti un mandato negoziale nella sessione plenaria di dicembre 2026 prima dell’avvio dei colloqui con i governi dell’UE; le proposte dovranno ottenere l’accordo del Consiglio per diventare legge. L’omnibus mira a semplificare le norme tecniche e le procedure di prova, e a fornire incentivi industriali mirati nell’ambito di uno sforzo più ampio per mantenere competitiva la produzione di veicoli in Europa.
Cosa significa per il mercato
Per i costruttori e i fornitori dell’Europa centrale e orientale il pacchetto di commissione modifica il quadro degli incentivi. I super‑crediti per i VE piccoli e molto efficienti prodotti nell’UE aumenterebbero il valore dei modelli compatti a basso consumo nelle gamme dei costruttori, agevolando il rispetto degli obiettivi di CO2 di flotta e migliorando l’economia della produzione di BEV a prezzo inferiore negli stabilimenti europei. L’allentamento degli obiettivi 2035 per le auto (all’87,5%) e per i furgoni (all’80%) offre inoltre ai costruttori più tempo per gestire la transizione e riduce la pressione immediata di conformità sulle catene di fornitura.
I fornitori di materiali leggeri, gruppi motopropulsori elettrici e componenti per la ricarica potrebbero vedere la domanda riprofilarsi verso piattaforme più piccole e più efficienti; la scadenza del 31 dicembre 2027 per le norme tecniche sulla ricarica intelligente sottolinea l’importanza di sistemi interoperabili di ricarica e gestione dell’energia del veicolo per la strategia VE della regione. Allo stesso tempo, eventuali incentivi all’acquisto legati a definizioni di “prodotto made in EU” concentreranno le decisioni di investimento — e il lobbying politico — su come saranno definite le regole di contenuto di valore nell’ambito della legislazione industriale parallela.
Il relatore Massimiliano Salini (PPE, Italia) ha dichiarato che l’accordo della commissione "segna una svolta per l’industria automobilistica europea" e ha sostenuto che preserva la "libertà tecnologica" sostenendo al contempo la decarbonizzazione. Ora il voto passa alla plenaria di dicembre, dove si prevede che i deputati cercheranno un mandato negoziale con gli Stati membri.
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Fonti: Parlamento europeo, Agence Europe



