La cittadina bulgara di Lovech, nel centro del Paese, sta per diventare un improbabile fronte della grande riorganizzazione dell'industria automobilistica globale. In una dichiarazione rilasciata la scorsa settimana, il colosso automobilistico cinese Great Wall Motors (GWM) ha confermato di avviare la produzione di veicoli in una base a Lovech entro l'inizio del 2027, puntando al primo trimestre, con un SUV compatto che sarà il primo a uscire dalla linea. Il partner sul posto è Bulgarian Automotive Industry (BAI), che gestisce uno stabilimento a Bahovitsa e ha già collaborato con GWM in passato — anche se nessuna delle due parti ha divulgato i dettagli finanziari dell'accordo.
Il timing spiega l'urgenza. GWM ha venduto appena 3.500 auto in Europa nel 2025, un calo del 25,4 percento rispetto all'anno precedente, e l'azienda scommette sul fatto che la produzione localizzata — e la capacità prevista per Lovech — le permetterà finalmente di competere ad armi pari con i rivali affermati invece di arrabattarsi ai margini. Produrre entro i confini dell'UE cambia i calcoli per un marchio che finora ha faticato a convertire la scala cinese in quote di mercato europee.
La Bulgaria, da parte sua, sta già votando con le sue immatricolazioni. Oltre 4.400 nuovi veicoli cinesi sono stati immatricolati nel Paese nei primi nove mesi dell'anno — uno strabiliante 10 percento delle vendite totali di auto nuove sul mercato interno. Ciò che fino a poco tempo fa era una curiosità è ormai un decimo del mercato, e la base di Lovech offre ai costruttori cinesi qualcosa che non hanno mai avuto nella regione: la produzione locale.



