Il 4 novembre 2026 i comitati ENVI e TRAN del Parlamento europeo hanno approvato una posizione congiunta volta ad accelerare l'adozione di auto e furgoni a zero e basse emissioni nelle flotte aziendali in tutta l'UE. I comitati hanno votato 89 favorevoli, 29 contrari e quattro astensioni sul testo relativo a flotte aziendali pulite, conferendo al Parlamento un mandato negoziale in vista delle discussioni in plenaria previste per dicembre.

Decisione dei comitati

Il regolamento in bozza riguarda auto e furgoni aziendali immatricolati da grandi imprese (quelle con più di 250 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro) e stabilisce obiettivi nazionali indicativi per la quota di immatricolazioni aziendali a zero e basse emissioni nel 2030 e nel 2035. Gli Stati membri dovrebbero iniziare a predisporre piani nazionali a partire dal 2028. Cruciale per il mercato automobilistico, i comitati propongono che il sostegno finanziario pubblico dal 2028 sia limitato ai veicoli aziendali a zero e basse emissioni “prodotti nell'Unione europea” (la definizione giuridica esatta sarà fissata ai sensi dell'Industrial Accelerator Act). La posizione propone inoltre gamme di obiettivi paese per paese che coprono approssimativamente il 67%–95% per il periodo 2030–2035 a seconda delle circostanze nazionali.

I relatori hanno inquadrato la misura sia come politica industriale sia come azione climatica. Tiemo Wölken (S&D) ha dichiarato: “Con questa legge ci assicuriamo che le flotte aziendali guidino la transizione verso una mobilità pulita e che i fondi dei contribuenti siano allocati nel modo più efficiente possibile: gli Stati membri dovranno rendere i veicoli puliti, prodotti nell'UE, l'opzione predefinita per aziende e lavoratori.” François Kalfon (S&D), co-relatore per TRAN, ha aggiunto che la misura dovrebbe contribuire a immettere più veicoli elettrici sul mercato dell'usato dopo tre‑quattro anni.

Reazioni dell'industria e contesto

I gruppi dell'industria automobilistica e i fornitori hanno accolto positivamente parti del compromesso del comitato pur chiedendo maggiore chiarezza. CLEPA, l'associazione europea dei fornitori automobilistici, ha affermato che il compromesso sul CO2 del comitato ENVI “rappresenta un passo avanti” e ha sostenuto un percorso più neutrale dal punto di vista tecnologico, avvertendo tuttavia che saranno necessari ulteriori aggiustamenti per garantire flessibilità operativa alle catene di fornitura. Questa reazione sottolinea le preoccupazioni dei fornitori dell'Europa centrale e orientale circa il ritmo del cambiamento normativo e la necessità di regole chiare su cosa si intende per “prodotto nell'UE”.

Cosa significa per il mercato

Il testo dei comitati, se trasposto nella normativa finale, orienterebbe la domanda di sussidi pubblici verso veicoli assemblati all'interno dell'UE a partire dal 2028 — una leva di mercato significativa per i costruttori e i fornitori con presenza nell'Europa centrale e orientale. I grandi acquirenti aziendali rappresentano una quota sostanziale delle vendite di veicoli nuovi in Europa (spesso stimata oltre la metà delle nuove auto e una larga maggioranza dei furgoni), e un sostegno pubblico preferenziale per i veicoli puliti prodotti nell'UE aumenterebbe la domanda nel breve termine per l'assemblaggio e la produzione di componenti localizzati all'interno del mercato unico.

Per l'Europa centrale e orientale, dove l'assemblaggio, la produzione di batterie e di componentistica si sono rapidamente espansi, la regola rafforzerebbe l'argomento a favore della localizzazione di assemblaggi EV a maggior valore aggiunto e della fornitura di componenti — ma solo se il testo finale specifica criteri chiari e verificabili sul contenuto “prodotto nell'UE”. I fornitori in Polonia, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca che già servono gli OEM europei potrebbero trarre vantaggio se i programmi di sostegno nazionali e gli approvvigionamenti aziendali si orientassero verso veicoli elettrici prodotti nell'UE; all'opposto, le imprese dipendenti da importazioni extra‑UE potrebbero affrontare pressioni sui prezzi.

I voti dei comitati definiscono la posizione negoziale del Parlamento. La bozza resta soggetta all'approvazione in plenaria e alle trattative interistituzionali con i governi UE; le regole definitive — e l'impatto di mercato preciso per produttori e fornitori dell'Europa centrale e orientale — dipenderanno dai negoziati in trilogo previsti dopo la plenaria di dicembre 2026.

Veicoli elettrici su WorldTrader24 →

Fonti: EuropaWire, PolicyUpdate.eu