L'iniziativa “Made in Europe” dell'UE sta mettendo in agitazione l'industria mondiale dei fornitori, e un compromesso conquistato a fatica tra Berlino e Parigi ha fatto poco per calmare gli animi. Dopo mesi di stallo sull'impatto del piano sulla propria produzione di veicoli, Germania e Francia hanno raggiunto un compromesso chiave che consentirebbe di conteggiare ai fini del sistema anche i fornitori provenienti da paesi non membri dell'UE — una concessione pensata per tenere a bordo i produttori internazionali di componenti.

Il requisito centrale è netto. Secondo le norme in arrivo, denominate IAA, il 70 per cento del valore totale dei componenti di un veicolo — batteria esclusa — dovrà essere prodotto in Europa perché l'auto possa accedere ai sussidi UE. Le vetture importate dal Giappone non si qualificherebbero affatto, mentre i modelli prodotti in Francia, Portogallo ed Europa orientale beneficerebbero solo se una quota sufficiente dei loro componenti proviene dall'Europa.

Per il polo di assemblaggio dell'Europa orientale, questa condizione è al tempo stesso un'opportunità e un punto di strozzatura. Gli stabilimenti di tutta la regione potrebbero trarre vantaggio dalla netta preferenza del piano per la produzione europea, ma l'accesso ai sussidi dipende dalla profondità della catena di fornitura circostante — il che mette sotto pressione gli OEM e i loro fornitori di primo livello perché approvvigionino più componenti all'interno dell'Europa anziché da stabilimenti oltreoceano.

L'eccezione per i fornitori extra-UE ha un peso che va ben oltre Bruxelles. L'associazione degli esportatori automobilistici turchi — che rappresenta un'industria che lo scorso anno ha esportato per un valore di 26,8 miliardi di euro — segue da vicino ogni dettaglio del testo, considerando quanto profondamente la manifattura turca sia intrecciata alle reti produttive europee. Per i fornitori globali con produzione concentrata fuori dall'UE, il piano si traduce in costi più elevati e preoccupazioni di competitività più acute, imponendo una scelta tra localizzarsi in Europa o rischiare l'esclusione dai programmi di veicoli sovvenzionati.