Le lettere di licenziamento partono a migliaia presso uno dei fornitori più radicati dell'Europa centrale. Schaeffler, il gigante automobilistico tedesco che gestisce stabilimenti a Szombathely e Debrecen e che, secondo i conteggi precedenti, impiegava quasi 5.000 persone in tutta l'Ungheria, sta licenziando diverse migliaia di suoi lavoratori, come riportato questa settimana da Portfolio.hu. Per un Paese la cui identità industriale è saldata al business dell'auto, la notizia colpisce duro.
Quanto è in gioco per l'Ungheria è difficile da sopravvalutare. La produzione automobilistica, l'elettronica e il settore meccanico hanno collegato le fabbriche ungheresi a clienti e fornitori in tutto il continente, intrecciando aziende come Schaeffler nel tessuto dell'economia nazionale. Resta aperto il quesito di quanto in profondità i tagli a livello di gruppo si estenderanno a Szombathely e Debrecen — due siti produttivi che ancorano la presenza ungherese del fornitore — ma licenziamenti su questa scala raramente si fermano a un singolo confine.
L'ironia è che i tagli arrivano proprio mentre l'Europa centrale e orientale guadagna terreno nel panorama europeo delle catene di fornitura. Una recente analisi di consulenza evidenzia i punti di forza della regione nelle catene di fornitura automobilistiche e per i veicoli elettrici e nella produzione avanzata — proprio i segmenti su cui l'Ungheria ha scommesso il suo futuro industriale. Eppure, i report sui rischi delle catene di fornitura della stessa settimana mostrano quanto fragile possa essere quella posizione: i media tedeschi riferiscono che problemi di certificazione ambientale e di acque reflue hanno ritardato il nuovo stabilimento ungherese di batterie di CATL, costringendo a spedire dalla Cina, mentre un'interruzione nella fornitura di cablaggi e i costi ostinati dei chip hanno bloccato la produzione altrove nel settore.
Dietro il rumore a livello di stabilimento si nasconde un cambio di politica. Dalle elezioni di aprile, l'Ungheria ha posto fine alle esenzioni che avevano costruito il suo polo di batterie: Semcorp è chiusa, Dongwha ha perso il permesso e CATL è entrata in produzione di prova — mentre Bruxelles spinge per più stabilimenti locali. Per i fornitori, il messaggio è a doppio taglio: la localizzazione resta la stella polare dell'Europa, ma le agevolazioni che un tempo l'accompagnavano stanno scomparendo.
Presi nel loro insieme, i tagli di Schaeffler delineano la nuova normalità per l'economia dei fornitori ungherese: una regione che conquista quota nelle catene di fornitura europee mentre i suoi investitori di riferimento riducono il personale e ripensano gli incentivi. Per i direttori acquisti e i responsabili di stabilimento da Debrecen a Szombathely, i prossimi mesi mostreranno se l'ascesa dell'Europa centrale sia abbastanza solida da assorbire il colpo.
La turbolenza delle catene di fornitura finisce sempre per arrivare al showroom — attraverso tempi di attesa, carenze di allestimenti e oscillazioni dei prezzi — il che rende lo shopping intelligente più prezioso che mai. I lettori in cerca di un veicolo possono trovare auto sensazionali a condizioni sensazionali su WorldTrader24, il marketplace europeo con oltre 70.000 veicoli.



