Le auto aziendali stanno emergendo come una delle leve più determinanti nella transizione europea ai veicoli elettrici. Un'analisi di Fraunhofer ISI esamina due proposte di legge UE rivolte al mercato delle flotte aziendali e ne modella le possibili implicazioni per l'economia. Il risultato principale: le norme porterebbero a circa 1,4–1,6 milioni di veicoli elettrici aggiuntivi assemblati in Europa per il mercato UE delle auto aziendali nel 2035, rispetto a uno scenario di riferimento senza le regole.

La localizzazione di questo assemblaggio è il messaggio più netto dello studio. I veicoli aggiuntivi vengono prodotti nella regione stessa, il che significa che le proposte di legge non si limiterebbero a cambiare ciò che gli europei guidano, ma anche dove quelle auto vengono prodotte. Per i produttori che valutano l'utilizzo degli stabilimenti e l'allocazione dei modelli nel continente, un mercato aziendale orientato verso i gruppi propulsori elettrici a batteria offre un'ancora di domanda che i soli acquirenti privati non possono garantire.

Il dibattito politico circostante è tuttavia tutt'altro che definito. Il think tank Bruegel, con sede a Bruxelles, ha definito l'attuale approccio alla politica UE per l'industria automobilistica «il peggio di entrambi i mondi». L'istituto sostiene che senza un accesso garantito al mercato auto dell'UE, la Corea e il Giappone non avrebbero mai concluso accordi di libero scambio con l'UE — e che un approccio migliore sarebbe dare alla Commissione Europea un mandato per negoziare.

Nel frattempo, la diplomazia commerciale avanza su altri fronti. Martedì, le commissioni Affari Esteri e Commercio Internazionale del Parlamento Europeo hanno approvato il partenariato potenziato UE-Messico, aprendo la strada a legami politici più stretti e a scambi commerciali ampliati. Per le aziende automobilistiche che tengono d'occhio le linee tariffarie e l'accesso ai mercati, l'approvazione segnala che l'appetito di Bruxelles per l'apertura dei mercati persiste anche mentre il dibattito sulla politica industriale si intensifica.

Le regole sulle infrastrutture costituiscono il terzo pilastro del quadro. L'UE ha pubblicato un nuovo regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi — l'AFIR — che fissa obiettivi nazionali vincolanti per lo sviluppo di adeguate infrastrutture UE per i combustibili alternativi e stabilisce specifiche tecniche comuni. Le norme stabiliscono inoltre requisiti per la piena interoperabilità tecnica, informazioni sui consumatori in tempo reale, prezzi trasparenti e opzioni di pagamento accessibili che offrono alternative ai modelli basati su abbonamento. Questi obiettivi vincolanti sostengono l'espansione della rete di ricarica già in corso in tutta l'Europa orientale, offrendo agli operatori di flotte la prevedibilità necessaria per puntare sulle auto aziendali elettriche su larga scala.

Per i concessionari e gli acquirenti, le conseguenze di questa ondata di politiche raggiungeranno i piazzali ben prima del 2035. I veicoli correlati — dai modelli elettrici alle auto aziendali dismesse dalle flotte — sono già disponibili su WorldTrader24.de, il marketplace europeo che elenca oltre 70.000 veicoli, offrendo agli operatori una visione in tempo reale dello stock che l'elettrificazione aziendale incanalerà sempre più nel mercato. Mentre le due proposte di legge avanzano nella macchina istituzionale UE, la distanza tra ambizione normativa e inventario reale verrà misurata su piattaforme come questa.