Honda sta valutando un ritorno alla produzione automobilistica in Europa. Il responsabile europeo del costruttore giapponese ha dichiarato che Honda potrebbe ricostruire una presenza produttiva nella regione, a seconda dell'esito finale delle nuove regole UE che favorirebbero le auto prodotte localmente. Per i governi e i fornitori di tutta l'Europa orientale che da mesi esaminano nel dettaglio le clausole degli incentivi di Bruxelles alle fabbriche, un costruttore che lega apertamente le decisioni sugli stabilimenti al regolamento è il segnale più chiaro finora che la politica sta attirando la produzione verso l'UE.
La mappa politica sta cambiando anche sul margine orientale dell'Europa. Le elezioni in Serbia hanno posto fine a 14 anni di governo del Partito Progressista Serbo (SNS) e del suo leader Aleksandar Vučić, un periodo in cui il partito ha dominato le istituzioni pubbliche, i media e i servizi di sicurezza nazionali. La Serbia post-Vučić si riavvicinerà all'Europa, riferisce questa settimana Balkan Insight — anche se la testata avverte che non sarà una luna di miele.
Le nuove autorità hanno già tracciato una linea rossa: cercheranno l'adesione all'UE senza imporre sanzioni alla Russia, secondo quanto riferito citando Nova. Questo indica un percorso di adesione accidentato — un governo che si volta verso Bruxelles rifiutando però di rompere con Mosca. Per un'industria che ragiona in termini di catene di fornitura transfrontaliere, la traiettoria conta: uno Stato candidato che si riavvicina all'UE amplia il mercato auto integrato del continente, mentre uno che si impantana nella geopolitica mantiene le barriere al loro posto.



