Quaranta auto elettriche per ogni presa pubblica — è questa la cruda aritmetica che oggi definisce il mercato automobilistico serbo. Le immatricolazioni di veicoli elettrici sono balzate del 300% quest'anno, portando il parco nazionale a circa 10.000 veicoli elettrici, eppure solo 250 colonnine pubbliche sono pronte a servirli, come riportato da SDEX Courier. È una delle curve di adozione più ripide della regione, e un rapporto che metterebbe sotto pressione qualsiasi rete.
Gli esperti citati nel report sono diretti: le infrastrutture devono tenere il passo, o il boom rischia di fermarsi proprio nel momento in cui lo slancio conta di più. Per i gestori di flotte, le società di consegna e i concessionari che puntano sull'elettrificazione in Serbia, il collo di bottiglia non è più il veicolo — è la presa. Le code alle colonnine, e l'ansia da autonomia che generano, stanno rapidamente diventando il vero freno alla crescita.
La crescita della Serbia si inserisce in un quadro più ampio. Uno studio pubblicato questa settimana ha rilevato che l'Europa potrebbe ridurre del 40% i costi di rete legati ai veicoli elettrici grazie alla ricarica intelligente, e ha previsto che l'adozione più rapida dei veicoli elettrici arriverà nell'Europa orientale — partendo da una base più bassa. I fabbisogni di investimento più pesanti, nota lo studio, gravano sulla Germania, seguita da Norvegia, Belgio e Paesi Bassi, i paesi che già sostengono grandi flotte elettriche. Per Belgrado, l'implicazione è chiara: i manuali operativi esistono già, e i costosi errori dei primi arrivati possono essere evitati.
Il sollievo arriva lungo i corridoi che collegano la Serbia ai suoi mercati di esportazione. La Croazia ha messo in esercizio nuove colonnine ultrarapide sulle sue autostrade, e il gruppo energetico Petrol prevede un totale di 98 punti di ricarica in 22 località nei due paesi coperti dal progetto — capacità in parte riservata ai veicoli elettrici per il trasporto merci. Per le società logistiche serbe che instradano merci verso l'Europa centrale, la mappa della ricarica autostradale si sta riempiendo, anche mentre la rete interna resta indietro rispetto alla curva delle immatricolazioni.



