Leapmotor è diventato il primo costruttore cinese a produrre veicoli elettrici e batterie in Europa, riporta Automotive News, un traguardo raggiunto con l'aiuto di Stellantis. Il doppio risultato — produrre sia veicoli che batterie sul continente — arriva in un momento delicato per i fornitori europei, i cui leader hanno concluso che le basi di costi fissi non corrispondono più ai volumi attuali in Germania, Francia e nell'Europa centrale e orientale, come ha riportato EastAutoNews.

Per i produttori di componenti europei, il traguardo di Leapmotor è un'arma a doppio taglio. Estende la spinta verso est dei costruttori cinesi che sta ridisegnando la mappa industriale del continente, aggiungendo al contempo capacità di batterie in un momento in cui la pressione sui prezzi dei componenti non si è allentata, secondo una recente analisi della base di fornitura. Un costruttore cinese che produce localmente sia veicoli che batterie introduce una nuova variabile competitiva proprio mentre gli operatori storici ridimensionano le proprie strutture per adattarle ai volumi attuali.

Leapmotor non è l'unico gruppo cinese a puntare più a fondo sull'Europa. Autocar ha riportato il 26 ottobre che Geely sta lavorando al suo primo modello sviluppato specificamente per il continente, insieme a un rivale della Land Rover Defender. Un'ingegneria dedicata all'Europa suggerisce un impegno di prodotto più duraturo rispetto all'esportazione di modelli globali senza modifiche, con potenziali effetti a catena sulla domanda di lavoro di sviluppo locale e componenti.

Le politiche sul lato della domanda potrebbero rafforzare la tendenza alla localizzazione. Un'analisi del Fraunhofer ISI sostiene che due proposte di legge UE sulle auto aziendali potrebbero agire da leva per l'industria europea dei veicoli elettrici, con le regioni che uniscono impianti automobilistici esistenti a un'industria delle batterie in crescita — Germania, Spagna e località dell'Europa centrale e orientale come l'Ungheria — in posizione di trarne beneficio in modo particolarmente forte. L'attrazione dell'Europa centrale è già evidente: la produzione ceca di EV è balzata dell'89 per cento a 285.000 unità l'anno scorso, ha riportato il Seoul Economic Daily, un boom che ha recentemente portato a Praga una delegazione di 17 fornitori coreani per incontrare il team acquisti di Škoda.

Per concessionari e acquirenti, il traguardo indica un'ampia diffusione di veicoli elettrici costruiti in Cina — e sempre più in Europa — che raggiungono showroom e canali commerciali. Chi cerca veicoli correlati può trovarli su WorldTrader24.de, un marketplace europeo con oltre 70.000 veicoli in elenco, dove gli acquirenti possono confrontare modelli elettrici e convenzionali in tutto il continente e valutare come i nuovi entrati si posizionano rispetto ai marchi affermati sul prezzo.

Nel complesso, un costruttore cinese che produce EV e batterie localmente, un gruppo rivale che sviluppa modelli dedicati all'Europa e una legislazione UE proposta che potrebbe orientare la domanda di auto aziendali verso l'elettrico suggeriscono che il prossimo capitolo della base di fornitura europea sarà scritto tanto dai nuovi arrivati quanto dagli operatori storici che ridimensionano le proprie basi di costi.