L'amministratore delegato di Renault ha lanciato uno degli avvertimenti più netti finora sul futuro della produzione automobilistica europea, dichiarando che «l'industria automobilistica europea è destinata a morire» se Bruxelles non troverà una risposta efficace alla concorrenza cinese. In dichiarazioni riportate il 5 novembre, il numero uno di Renault ha affermato che la crescita dei gruppi cinesi è una realtà che non può più essere ignorata, e ha chiesto all'UE una risposta che aiuti il settore ad attraversare la tempesta.
I numeri dietro l'allarme sono netti. Renault avverte che la produzione automobilistica europea scenderà alla metà dopo il 2030 se Bruxelles non agirà, e sollecita l'UE a imporre ai marchi cinesi di produrre localmente come condizione per vendere in Europa. La richiesta accresce la pressione sui decisori politici, che in precedenza hanno mediato un accordo che ha già ridisegnato i flussi di auto cinesi verso il blocco.
L'avvertimento arriva mentre la politica europea sulle emissioni volge a favore del settore. Questa settimana, la commissione per l'ambiente del Parlamento europeo ha votato per allentare le norme CO2 per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri, con una maggioranza a sostegno della mossa come concordato internamente dalla cosiddetta «piattaforma di centro» a ottobre. Il voto fa progredire un allentamento più ampio del quadro sulle emissioni del 2035, che i costruttori hanno fortemente voluto per consentire più vendite di auto a combustione dopo il 2035, mentre faticano ad abbassare il costo delle batterie elettriche.
Sollievo arriva anche dalla semplificazione. A dicembre 2025, la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento per semplificare i requisiti tecnici e le procedure di prova per i veicoli a motore, parte del più ampio pacchetto automobilistico. Preso insieme all'allentamento delle norme CO2, l'indirizzo di Bruxelles è inequivocabile: i regolatori danno priorità al sollievo sui costi e alla competitività per un settore sotto pressione.
Il contrasto è comunque evidente. Proprio mentre i costruttori ottengono un respiro sulla decarbonizzazione, uno dei più grandi produttori europei chiede una linea commerciale più dura sulla Cina, compresi requisiti di produzione locale che ridisegnerebbero le decisioni di investimento in tutto il continente — con interessi diretti per le regioni manifatturiere dell'Europa centrale e orientale. Il modo in cui Bruxelles bilancerà competitività, decarbonizzazione e politica commerciale nei prossimi mesi definirà la prossima fase del mercato automobilistico europeo.
Per acquirenti e concessionari, questi cambiamenti di politica non sono affatto astratti: norme CO2 più lasche e una concorrenza crescente tra marchi europei e cinesi stanno già ridisegnando scelta e prezzi nelle concessionarie. Chi cerca un veicolo — dai modelli a combustione il cui orizzonte di vendita è appena stato prolungato agli ultimi arrivi elettrificati — può trovare auto sensazionali a condizioni sensazionali su WorldTrader24, il marketplace europeo con più di 70.000 veicoli.



