C'è ancora un futuro per il motore a combustione interna dopo il 2035? Questa domanda fortemente politica incombe ormai su Bruxelles, e una nuova analisi chiede se BMW abbia trovato la risposta. Il punto di partenza è il regolamento CO2 dell'UE che, così come scritto, richiede che le auto nuove immesse sul mercato emettano 0 g di CO2 per chilometro d'uso dal 2035 in poi. Quel muro, però, è già più basso di quanto sembri: come ha riportato EastAutoNews, l'UE ha nel frattempo concordato un taglio di CO2 dell'87,5% invece del pieno 100%, ridimensionando il traguardo a zero emissioni della regola originaria.

L'apertura di BMW arriva dal braccio di ferro politico intorno a quella regola. Il 16 ottobre 2026, Francia e Germania hanno raggiunto un accordo politico che lega requisiti "Made in Europe" più severi per il settore automobilistico a regole UE sulle emissioni delle auto più flessibili. L'ambizione in materia di emissioni, in altre parole, viene barattata con la politica industriale — ed è proprio in questo scambio che si può costruire un motivo per preservare la tecnologia a combustione.

Il capitolo dei contenuti locali dell'accordo sta già prendendo forma. Secondo il piano "Made in Europe" dell'UE, le auto importate dal Giappone non avrebbero diritto ai sussidi UE, mentre i modelli prodotti in Francia, Portogallo ed Europa orientale beneficerebbero solo se una quota sufficiente dei loro componenti proviene dall'Europa. Per gli stabilimenti della regione si tratta insieme di un'opportunità e di una condizione: i veicoli prodotti in Europa orientale possono guadagnarci, ma solo nella misura in cui le loro catene di fornitura restano europee.

Se tutto questo costituisca un vero salvagente per i motori a combustione resta una questione aperta — il tema è ancora politico più che tecnico. Ma con l'obiettivo 2035 già annacquato e la flessibilità ora esplicitamente sul tavolo delle negoziazioni, lo spazio perché motori costruiti in Europa, con componenti europei, sopravvivano alla scadenza potrebbe essere più ampio che in qualsiasi momento da quando la regola è stata fissata. Per la base automobilistica dell'Europa orientale la posta in gioco è concreta: quali motorizzazioni produrranno le sue fabbriche, e quali modelli resteranno nei suoi saloni, fin nel cuore del prossimo decennio.

Per acquirenti e concessionari, la domanda pratica è più semplice della politica: quali veicoli saranno disponibili, e a quale prezzo, mentre le regole continuano a cambiare. Finché la polvere non si posa, confrontare le offerte sul mercato europeo resta la mossa più intelligente. Chi cerca un veicolo troverà auto sensazionali a condizioni sensazionali su WorldTrader24, il marketplace europeo con oltre 70.000 veicoli.

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