Il 4 novembre 2026 i membri delle commissioni Trasporti (TRAN) e Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo hanno adottato un progetto di regolamento per accelerare l'adozione di veicoli a emissioni zero e basse emissioni nelle flotte aziendali. Le commissioni hanno approvato il testo con 89 voti favorevoli, 29 contrari e quattro astensioni, sostituendo le quote vincolanti originarie della proposta con obiettivi indicativi più flessibili per gli Stati membri.
Contenuto del progetto
Il testo concordato fissa obiettivi intermedi per il 2030 e obiettivi finali per il 2035 per la quota di auto aziendali di nuova immatricolazione che devono essere a zero o basse emissioni, con livelli variabili tra gli Stati membri approssimativamente dal 67% al 95% nel 2035 (gli intervalli indicativi sono stati inclusi nei documenti delle commissioni). Le commissioni hanno inoltre eliminato quote nazionali rigide e uniformi a favore di un quadro che consente alle capitali di definire come raggiungere gli obiettivi — per esempio attraverso incentivi fiscali, pedaggi o lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica.
Elemento cruciale per la politica industriale: il testo della commissione vieterebbe agli Stati membri di concedere sostegno finanziario per auto e furgoni aziendali che non siano a zero o basse emissioni a partire dal 2032, e i redattori hanno segnalato che gli aiuti pubblici dovrebbero essere indirizzati verso veicoli “Made in EU” — una linea politica sostenuta nei discorsi in commissione. François Kalfon (S&D), co‑relatore del dossier, ha affermato che la modifica fermerebbe i sussidi pubblici per veicoli aziendali inquinanti e canalizzerebbe l'aiuto verso la produzione europea.
Quadro politico e motivazioni
Il regolamento segue la proposta della Commissione europea pubblicata nel 2025 per affrontare le barriere sul lato della domanda alla elettrificazione delle flotte aziendali, e riflette l'argomento della Commissione secondo cui sono necessarie misure armonizzate a livello UE perché le flotte aziendali rappresentano una quota consistente delle nuove immatricolazioni nell'Unione. La proposta della Commissione sottolinea che incentivare l'elettrificazione delle flotte aumenta la disponibilità di veicoli usati e sostiene la resilienza industriale.
Cosa significa per il mercato
Primo, le regole sugli approvvigionamenti aziendali diventeranno una leva importante della domanda di veicoli elettrici in Europa: gli acquirenti aziendali rappresentano una quota sproporzionata delle vendite di auto nuove, quindi il testo della commissione sposterebbe grandi ordini prevedibili verso modelli a basse o zero emissioni — un fattore strutturale di domanda per costruttori e fornitori.
Secondo, l'indicazione “Made in EU” emersa nel dibattito in commissione solleva la prospettiva che incentivi pubblici e trattamenti fiscali favorevoli per le auto aziendali ricompensino preferenzialmente i modelli assemblati all'interno dell'UE. Tale clausola è progettata per catturare i benefici di politica industriale derivanti dalla spesa per flotte e potrebbe favorire i poli produttivi dell'Europa centro‑orientale che già ospitano impianti per batterie e veicoli — ma la forma finale dipenderà dalle negoziazioni in plenaria e con il Consiglio.
Terzo, la flessibilità nazionale nelle misure (pedaggi, trattamento fiscale, investimenti mirati nella ricarica) significa che gli esiti varieranno da paese a paese. Gli Stati membri possono adattare pacchetti di sostegno che combinano segnali di approvvigionamento con lo sviluppo delle infrastrutture — un punto chiave, perché una domanda aziendale prevedibile è efficace solo se le infrastrutture di ricarica e le reti di assistenza post‑vendita aumentano di pari passo con le flotte.
Le commissioni del Parlamento europeo porteranno la posizione in plenaria di dicembre, dove i deputati dovrebbero adottare il mandato negoziale in vista delle trattative con il Consiglio. Il dossier resterà dunque una politica dinamica e determinante per i mercati dell'auto fino alla fine del 2026 e nel 2027.
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Fonti: Agence Europe, Commissione europea, Transport & Environment, Parlamento europeo



