I dati di immatricolazione di ottobre sembrano un bollettino meteo per un Paese che ha perso l'appetito per le auto nuove: 12.116 veicoli hanno trovato acquirenti, in calo del 5,6% su base annua, e il totale 2026 è scivolato del 10,1% a 109.329 unità. L'Istituto Nazionale di Statistica ha dipinto un quadro ancora più cupo per il terzo trimestre, con le immatricolazioni in calo del 19,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La Romania, a lungo uno dei mercati auto più dinamici d'Europa, è passata decisamente in retromarcia.

Eppure, dentro la contrazione c'è un vincitore evidente. BYD ha battuto il suo record di volumi di sempre in Romania a ottobre, continuando a conquistare quota mentre il colosso locale Dacia è scivolata del 18,2% e — come dicono gli osservatori di mercato — si ritrova di nuovo in grande difficoltà. L'ironia è netta: il modello che ora guida la classifica annuale è l'umile Dacia Logan, prova che gli acquirenti rumeni cercano ancora il valore, anche mentre il marchio che lo incarna perde quota. Ogni vendita che BYD conquista è una vendita che prima apparteneva a qualcun altro.

BYD, tuttavia, sta pensando ben oltre le classifiche mensili. Parlando a una conferenza stampa al suo arrivo in Romania, la dirigente BYD Li ha definito il Paese un mercato cruciale per il marchio nell'Europa centrale e orientale, indicando nella tradizione automobilistica, nella forza lavoro qualificata e nella posizione geografica strategica le ragioni per puntare in modo deciso piuttosto che entrare e uscire dal mercato.