Il complesso di assemblaggio di Stellantis a Gliwice, nel sud della Polonia, ha interrotto la produzione per due giorni, il 22 e 23 ottobre 2026, dopo che componenti non sono arrivati a causa di disagi nei trasporti legati a proteste dei vettori in Italia. Il fermo ha interessato le operazioni di stampaggio, saldatura, verniciatura e assemblaggio finale dello stabilimento ed è stato confermato da Stellantis e da testate locali.
Cosa è successo
Stellantis ha dichiarato ai media locali che l’interruzione è stata causata da “disagi della supply‑chain legati a proteste dei vettori in Italia” e ha descritto la causa come indipendente dal sito di Gliwice; la produzione nel complesso è ripresa lunedì 26 ottobre 2026. La portavoce di Stellantis, Agnieszka Brania, è stata citata dalla stampa locale mentre spiegava il fermo e la risposta dell’azienda.
La pausa di due giorni è stata breve, ma è seguita a precedenti interruzioni di ottobre nello stesso stabilimento legate a carenze di componenti. A Gliwice si producono grandi veicoli commerciali leggeri in varianti sia convenzionali sia elettriche – attività di volume avviata da Stellantis nel sito nel 2022, con le versioni elettriche introdotte nel 2024 – rendendo l’impianto un nodo importante per il business dei van del gruppo in Europa.
Meccanica della supply chain
Secondo i resoconti, il trigger immediato sono state le proteste dei vettori italiani — uno shock logistico improvviso e esterno che ha bloccato o ritardato le consegne in ingresso di parti da fornitori in tutta Europa e oltre. L’episodio sottolinea come una singola interruzione dei trasporti transfrontalieri possa propagarsi nelle reti di assemblaggio just‑in‑time del continente e costringere a fermi temporanei degli impianti.



