Con le chiamate container nei porti della Grande Odesa limitate, i gateway europei hanno assorbito una quota molto maggiore dei flussi di importazione dell’Ucraina negli ultimi mesi — e lo scenario sta cambiando per le catene di approvvigionamento automotive. L’operatore logistico Rohlig SUUS Logistics afferma che il Baltic Hub di Gdańsk ora gestisce circa il 40% dei volumi container ucraini ed è diventato il principale gateway mare‑rotaia per macchinari, veicoli e ricambi diretti in Ucraina.

Perché Gdańsk, e perché ora

Il vantaggio di Gdańsk deriva dall’accesso in acque profonde che consente scali oceanici diretti dall’Asia, oltre a servizi ferroviari intermodali in crescita verso l’Ucraina occidentale. Un servizio ferroviario intermodale regolare dal Baltic Hub verso l’Ucraina è attivo da novembre 2025 e riduce i tempi di transito interno a circa cinque giorni, consentendo consegne più rapide di componenti e veicoli completi che in precedenza transitavano tramite più hub.

Lo spostamento strategico verso la Polonia riflette anche i flussi commerciali: la Polonia è stato il secondo fornitore dell’Ucraina dopo la Cina tra gennaio e luglio 2026 (circa il 9,5% delle importazioni) e le esportazioni polacche verso l’Ucraina sono aumentate del 13,4% su base annua nella prima metà del 2026 — più velocemente che verso qualsiasi altro dei primi 10 partner della Polonia. Per i concessionari di auto e gli importatori di ricambi questo significa catene logistiche più prevedibili e più brevi dai porti UE verso le regioni occidentali e centrali dell’Ucraina.

Rotte alternative e nuovi terminal

Pur essendo Gdańsk il gateway principale, le alternative meridionali e settentrionali sono cruciali. Constanța (Romania) è la principale via meridionale, utilizzando collegamenti stradali e il Danubio, ma i recenti picchi di volumi container hanno congestionato il porto e allungato lo sdoganamento a 5–7 giorni (da un tipico 2–3), spingendo alcuni spedizionieri a deviare il carico verso nord, in Polonia. Amburgo resta importante per i collegamenti a lungo raggio e le connessioni ferroviarie verso l’Europa.

Dal lato ucraino, la capacità intermodale sta crescendo: il terminal eurobridge modernizzato a Batiovo — un nodo tra scartamenti europei (1.435 mm) e larghi (1.520 mm) — è stato inaugurato a febbraio 2026 e ora gestisce servizi intermodali che riducono i tempi di trasbordo per container e carri in arrivo dai porti UE. Operatori internazionali stanno investendo in questi hub di trasbordo interni: HHLA ha acquisito una quota di maggioranza e sta sviluppando capacità a Eurobridge Batiovo per collegare i corridoi ferroviari UE con l’Ucraina.

What this means for the market

Per il commercio e la logistica automotive l’effetto netto è un riorientamento dei flussi e un’accoppiamento più stretto delle reti porto‑rotaia UE con la distribuzione ucraina. Gli importatori di veicoli nuovi, ricambi aftermarket e attrezzature di produzione possono aspettarsi tempi di transito più brevi dal Baltic Hub e meno fasi di movimentazione quando utilizzano i corridoi Gdańsk–ferrovia; tuttavia, la dipendenza da un numero più ridotto di gateway aumenta la sensibilità a congestioni portuali e ritardi doganali (la finestra di sdoganamento di 5–7 giorni a Constanța è un promemoria). Le aziende che movimentano carichi di veicoli o componenti ad alto valore dovranno pianificare il routing in modo dinamico, scegliere partner logistici con presenza locale e tenere conto della capacità di trasbordo interna in terminal come Batiovo.

Le rotte polacche e rumene continueranno a crescere in importanza per il mercato auto ucraino — sia per le importazioni di auto usate (che costituiscono la maggioranza delle immatricolazioni al dettaglio) sia per i flussi industriali di macchinari e ricambi. L’espansione dei terminal intermodali su entrambi i lati del confine e gli investimenti da parte di operatori globali sono gli sviluppi a breve termine più evidenti da monitorare.

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Sources: AJOT (Rohlig SUUS Logistics), Trans.info / HHLA