La notizia è arrivata come un colpo duro a Skalica e Kysuce: Schaeffler sta adeguando la capacità produttiva di entrambi i siti slovacchi nell'ambito di una ristrutturazione europea che eliminerà 3.460 posti di lavoro, con Haguenau e Tolosa in Francia colpite dallo stesso programma. Centinaia di posizioni in Slovacchia sono a rischio, riporta The Slovak Spectator, mentre l'industria automobilistica del paese attraversa uno dei periodi più difficili degli ultimi anni.
Dietro i numeri si nasconde una svolta strategica tanto quanto un esercizio di riduzione dei costi. La domanda di componenti per motori a combustione che a lungo ha sostenuto il business di Schaeffler si sta affievolendo e, invece di raddoppiare la scommessa sul vecchio portafoglio prodotti, il fornitore tedesco sta investendo nei robot umanoidi — e, secondo CNBC, punta al settore della difesa. Per i lavoratori slovacchi, il messaggio implicito è netto: le linee di prodotto attorno alle quali sono nati i loro stabilimenti stanno per essere messe a riposo dal mercato, e le tecnologie che le sostituiranno potrebbero non richiedere le stesse mani.
La contrazione incide in profondità anche nella patria dell'azienda. Includendo i programmi precedenti e 1.800 accordi di prepensionamento firmati, Schaeffler dichiara che circa il 18 percento della sua forza lavoro tedesca è interessata — un indice di quanto questa trasformazione sia ormai strutturale più che congiunturale. Il più ampio settore automobilistico tedesco sta affrontando a sua volta nuovi tagli, con CNBC che definisce il momento una vera e propria 'crisi di settore', e la Slovacchia, economia che dipende fortemente dalla produzione automobilistica, sta assorbendo la sua parte dello shock.
Il tempismo porta con sé un'amara ironia. Berlino e Parigi stanno promuovendo un piano 'Made in Europe' concepito per riportare il valore automobilistico sul continente: le auto importate dal Giappone non avrebbero diritto ai sussidi UE, mentre i modelli prodotti in Francia, Portogallo e Europa orientale ne beneficierebbero — ma solo se una quota sufficiente dei loro componenti proviene dall'Europa. I costruttori sudcoreani osservano con prudenza e i fornitori globali avvertono che le regole aumenteranno i costi e incideranno sulla competitività. Per la Slovacchia, la promessa di preferenze per il contenuto europeo arriva proprio mentre i fornitori stanno riducendo la capacità produttiva europea.



