ElectroMobility Poland (EMP) e il gruppo taiwanese Hon Hai Technology Group (Foxconn) sarebbero nelle fasi conclusive di un accordo per realizzare un centro produttivo e di R&S per veicoli elettrici a Jaworzno, nel Sud della Polonia. Il presidente di Foxconn, Young Liu, ha detto ai partecipanti dell’Hon Hai Tech Day del 30 ottobre 2026 che i colloqui con EMP sono «molto avanzati» e ha promesso una partnership per creare una catena del valore europea per la mobilità elettrica.
Cronologia e dimensioni
La stampa polacca e i commenti delle società indicano che un accordo vincolante potrebbe essere firmato entro la fine del 2026. Il responsabile di EMP, Cyprian Gronkiewicz, ha detto a Rzeczpospolita che si aspetta che il contratto venga completato «a brevissimo» e che la costruzione a Jaworzno dovrebbe iniziare tra marzo e aprile 2027, con le prime auto che lasceranno la linea nella seconda metà del 2029.
Le notizie pubbliche e le dichiarazioni di EMP/Foxconn descrivono un progetto di grande ambizione: una capacità iniziale annua indicata intorno a 120.000 veicoli con potenziale di espansione modulare fino a 360.000 unità, e una forza lavoro dello stabilimento di circa 4.500 persone a pieno regime oltre a un centro di R&S che impiegherebbe circa 1.000 specialisti. Il finanziamento è stato inquadrato nel Piano di Ripresa della Polonia (KPO); il Fondo Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (NFOŚiGW) ha già canalizzato circa 4,5 miliardi PLN verso EMP come parte del finanziamento del progetto.
Cosa significa per il mercato
Se finalizzato, l’accordo EMP–Foxconn sarebbe una delle più grandi mosse industriali a breve termine nell’Europa centrale e orientale. Il progetto creerebbe un consistente nuovo polo produttivo in Polonia che potrebbe spostare la domanda regionale di forniture verso produttori di componenti polacchi e dei Paesi vicini dell’Europa centrale e orientale: Bankier riferisce che EMP e Foxconn si aspettano un elevato contenuto locale (circa il 70%) e uno sviluppo significativo dei fornitori locali. Tale livello di contenuto locale, se realizzato, riallocherebbe volumi di parti che oggi riforniscono gli stabilimenti dell’Europa occidentale.



