Belgrado ha messo contanti sul cofano — e accanto un orologio a conto alla rovescia. Il programma serbo di incentivi per veicoli elettrici 2026 paga 5.000 € per ogni nuova auto elettrica a batteria, con 500 € per una motocicletta elettrica e 250 € per un ciclomotore. L'inghippo è il calendario: le domande si presentano solo tramite il portale statale eUprava e chiudono il 1° dicembre 2026, lasciando ad acquirenti, concessionari e importatori meno di un mese per trasformare l'interesse in pratiche.

Per il commercio automobilistico, il disegno del programma conta quanto la sua entità. Qualificano solo i veicoli elettrici a batteria — niente ibride, niente plug-in, nessuna eccezione — così ogni euro punta dritto alle sole vetture full-electric. In un mercato delle dimensioni della Serbia, un incentivo diretto all'acquisto di questo peso è un segnale di domanda raro e concentrato, e lo sprint verso il 1° dicembre trasforma la scadenza stessa nell'evento di vendita della stagione. I distributori in grado di stoccare, consegnare e immatricolare modelli elettrici a batteria prima del termine sono pronti a catturare una domanda che altrimenti finirebbe altrove.

L'incentivo arriva anche in mezzo a un clima politico straordinario. Le nuove autorità serbe cercheranno di entrare nell'UE senza imporre sanzioni alla Russia, e le compagnie che il paese frequenta raccontano una storia tutta loro: secondo Nova, un volo aveva tra i passeggeri Aleksandar Vulin, ex capo dei servizi segreti serbi e leader del Movimento dei Socialisti, Dušan Bajatović, direttore della società statale del gas Srbijagas, e Nenad Popović. La turbolenza tocca anche il sistema finanziario — la Serbia ha chiuso Alta Bank, una banca prediletta dai russi, sospettata di aver fatto uscire ingenti somme di denaro dal paese dopo la sconfitta elettorale dell'ex presidente Aleksandar Vučić. Per chi costruisce un business case attorno a questo mercato, il messaggio è a doppio taglio: lo stato spende denaro vero per elettrificare la domanda mentre il terreno sotto l'economia continua a spostarsi.