La più grande novità dell'industria automobilistica bulgara della stagione è stata svelata a Milano. Il 27 ottobre, durante l'evento di lancio della nuova GWM Raptor, il Chief Technology Officer Wu Huixiao ha annunciato che Great Wall Motor (HKEX: 2333) progetta di istituire una base di produzione a Lovech, in Bulgaria — uno stabilimento con una capacità annua di 50.000 veicoli, con la produzione prevista per partire nel primo trimestre dell'anno prossimo. Il segnale al mercato era inequivocabile: GWM intende produrre veicoli all'interno dell'Unione Europea, non solo spedirli.

La struttura dell'accordo conta quanto il numero annunciato. Il partner locale di GWM è Bulgarian Automotive Industry (BAI), che gestisce uno stabilimento già esistente a Lovech e, invece di partire con un cantiere ex novo, il costruttore cinese amplierà e ammodernerà lo stabilimento del partner. Il primo prodotto destinato a Lovech è un SUV compatto. Per un'azienda che sta portando avanti quella che Caixin Global definisce una rinnovata spinta europea, la scelta di un sito già avviato suggerisce che la priorità sia la velocità — dall'annuncio all'avvio previsto della produzione, la timeline si misura in mesi, non in anni.

Il timing non è affatto casuale. L'annuncio arriva proprio mentre la Cina e l'UE hanno raggiunto un'intesa per mantenere un accesso stabile alle esportazioni basato sui volumi di importazione del 2025 — un quadro che tiene ancorato il flusso di auto costruite in Cina verso il blocco a livelli consueti. Produrre entro i confini dell'UE è la risposta logica per un costruttore che si trova davanti a questo tipo di tetto, e GWM è tutt'altro che sola nel sentire questa pressione: come riporta Izvestia, un forte calo delle vendite di auto nuove sul mercato interno cinese ha spinto i costruttori del Paese ad aumentare aggressivamente le esportazioni verso altri mercati.