Trenta per cento. È la quota della produzione dello stabilimento Volkswagen di Bratislava costituita dai SUV Audi — e, come riporta il Slovak Spectator, è proprio questa produzione che la Slovacchia potrebbe ora perdere. Per un paese che ha costruito la propria identità economica attorno all'automobile, la prospettiva di modelli Audi che escono da una fabbrica diversa è più di una semplice nota a margine societaria. È un colpo di avvertimento al cuore dell'industria automobilistica slovacca.
I dettagli sono meno drammatici del titolo — ma solo di poco. Audi non abbandonerebbe necessariamente Bratislava del tutto: potrebbe trasferire soltanto i veicoli destinati ai clienti americani, lasciando alla capitale slovacca il compito di rifornire l'Europa e altri mercati. Una parte della produzione potrebbe inoltre essere trasferita dall'esistente stabilimento Audi in Messico anziché dalla Slovacchia. In altre parole, lo stabilimento potrebbe tenersi le sue Audi — solo non tutti i mercati che quelle Audi servono. E con i SUV Audi che rappresentano tre veicoli su dieci prodotti lì, anche un ritiro parziale lascerebbe il segno.
Mentre Audi valuta dove costruire i SUV destinati all'America, Bruxelles sta riscrivendo le regole del gioco in casa. Germania e Francia sostengono un piano 'Made in Europe' che, come riporta DW, tiene in ansia i fornitori automobilistici globali per i costi crescenti e la competitività in erosione. I meccanismi sono brutali: le auto importate dal Giappone non avrebbero diritto ai sussidi UE, mentre i modelli costruiti in Francia, Portogallo ed Europa orientale beneficerebbero solo se una quota sufficiente dei loro componenti provenisse dall'Europa. Per Bratislava, questo significa che le sorti dello stabilimento potrebbero presto dipendere non solo da quanto bene costruisce le auto, ma da dove è stato prodotto ogni singolo componente al loro interno.


