Il piano 'Made in Europe' di Bruxelles sta passando dall'avvertimento ai fornitori a una vera e propria stretta diplomatica. Secondo lo schema, le auto importate dal Giappone non avrebbero diritto ai sussidi UE, mentre i modelli costruiti in Francia, Portogallo e Europa orientale beneficerebbero solo se una quota sufficiente dei loro componenti proviene dall'Europa — un test sul contenuto locale che ha messo in allarme i fornitori automobilistici globali.
Tokyo ha ora messo una data sulle sue obiezioni. Il Giappone preme per modifiche alle politiche UE preferenziali sulle EV entro la scadenza del 1° novembre, ormai a pochi giorni di distanza, e l'industria si è unita alla linea del governo. La divisione europea di Toyota ha descritto Toyota come un costruttore europeo e ha esortato l'UE a includere nel programma preferenziale i 'partner fidati' come il Giappone.
Seul riceve un messaggio simile, con un asterisco. Un alto funzionario tedesco, parlando a Seul, ha detto che le regole pianificate dall'UE a favore delle auto prodotte in Europa non sono mirate alla Corea — le misure prendono di mira un 'certo paese' — ma si è fermato prima di promettere un trattamento paritario per le auto prodotte in Corea. In pratica, i veicoli costruiti in Corea potrebbero comunque incontrare un ostacolo.
La preoccupazione più ampia riguarda i danni collaterali. Nel proteggere i costruttori europei dai rivali cinesi, l'UE rischia di danneggiare partner stretti, dalla Turchia al Marocco fino a Giappone e Corea del Sud, con miliardi di scambi e centinaia di migliaia di posti di lavoro europei legati a questi flussi. La pressione competitiva che guida il piano è reale: gli analisti descrivono la competitività cinese nell'elettrificazione come il risultato di un sostegno politico di lungo periodo, anche mentre i produttori cinesi fanno i conti con una feroce concorrenza sui prezzi, una redditività più debole e un elevato indebitamento.
Per concessionari e acquirenti in tutta l'Europa orientale, la questione aperta è quali modelli manterranno l'accesso ai sussidi — e quanto rapidamente la domanda si sposti verso i veicoli costruiti in Europa con un contenuto locale più elevato. I marchi d'importazione potrebbero dover giustificare i propri prezzi senza sussidi, mentre le alternative assemblate in Europa potrebbero ottenere un vantaggio al punto di vendita.
Questo è quindi il momento per scelte automobilistiche ben informate, non per decisioni d'impulso. I lettori che cercano un veicolo possono trovare auto sensazionali a condizioni sensazionali su WorldTrader24, il marketplace europeo con oltre 70.000 veicoli — un modo pratico per concessionari e acquirenti di confrontare i modelli costruiti in Europa con gli import mentre Bruxelles finalizza le regole.


