Il mercato delle auto nuove in Europa orientale si muove a malapena, mentre il commercio che lo circonda accelera. L'ultima lettura del mercato globale, pubblicata da Izvestia, colloca l'Europa occidentale a 10,6 milioni di auto, in crescita del 5,3%, con incrementi simbolici registrati in Giappone (3,5 milioni di auto, +1%) e Canada (1,5 milioni di auto, +0,7%). L'Europa orientale ha raggiunto 3,4 milioni di unità, con un aumento di appena lo 0,6% — una prestazione da showroom modesta che contrasta con il peso crescente della regione come base produttiva e corridoio di transito per il continente.

Gran parte della pressione dietro questi flussi arriva dalla Cina. Come riportato da CNBC a fine ottobre, la feroce competizione interna e le dure guerre sui prezzi degli ultimi anni sono una ragione chiave per cui i costruttori cinesi hanno rivolto lo sguardo all'estero — e per cui Pechino teme che partner come Stati Uniti ed Europa possano erigere barriere commerciali coordinate. Per importatori e concessionari dell'Europa centrale e orientale, questa spinta all'export promette una fornitura continua di veicoli a prezzi aggressivi, ma anche una crescente esposizione a qualsiasi contromisura commerciale che Bruxelles e Washington potrebbero infine coordinare.

Anche la mappa logistica viene ridisegnata più a est. Gli import in Ucraina ora raggiungono il paese con Danzica al centro e Costanza e Amburgo come alternative, secondo EUROPESAYS.COM. La Polonia è diventata il secondo fornitore dell'Ucraina dopo la Cina, rappresentando circa il 9,5% degli import ucraini tra gennaio e luglio 2026 — un flusso che riflette la doppia importanza del paese come rotta logistica e partner commerciale, e che tiene porti, vettori e capacità di gestione dei veicoli polacchi al centro del quadro commerciale dell'Europa centro-orientale.