Una conferenza stampa all'arrivo non è la routine di una casa automobilistica di puro passaggio, e Li di BYD ha sfruttato proprio quel palcoscenico per rendere esplicita l'importanza della Romania. La Romania, ha sottolineato, è un mercato cruciale per BYD in Europa centrale e orientale — un paese la cui tradizione automobilistica, la manodopera qualificata e la posizione geografica strategica ne fanno molto più di una semplice tappa di un tour europeo.

La sostanza dietro la retorica è industriale. Il costruttore cinese di auto elettriche dichiara di esplorare piani per consolidare le proprie partnership in Romania e individuare nuove opportunità di collaborazione con l'ecosistema automobilistico del paese — il linguaggio di un'azienda che vuole entrare a far parte della vita industriale locale anziché limitarsi a vendere auto sui piazzali rumeni. Anche una rete di ricarica ultraveloce è in fase di studio come parte della più ampia strategia regionale di BYD.

Il timing non è casuale, e l'aritmetica di mercato spiega perché. Le previsioni collocano il mercato auto dell'Europa orientale a circa 3,4 milioni di unità, in crescita di un modesto 0,6%, mentre la società di consulenza Inovev prevede che le vendite europee di berline e SUV del 2035 — circa 16,7 milioni — si attestino più o meno ai livelli del 2026, a 16,9 milioni. In un continente la cui torta delle vendite cresce a malapena, la quota di mercato è l'unica storia di crescita rimasta, e i challenger come BYD intendono scriverla.

La Romania, intanto, batte più forte della media europea. Il suo mercato dei camion è cresciuto del 12,6%, mentre la Polonia guidava la ripresa dell'intero segmento UE — un ritmo che lascia molto indietro il 3,9% della Germania e il 3,8% dell'Italia, con solo la Lituania al 24,9% e la Spagna al 13,4% più forti tra i mercati evidenziati. Un paese la cui domanda di veicoli commerciali si espande così rapidamente è un mercato con slancio — esattamente il tipo di territorio che un nuovo arrivato ambizioso vuole conquistare per primo.