Dove è stato prodotto l'alternatore della tua auto? Una volta era una domanda per appassionati e funzionari doganali; oggi sta rapidamente diventando una questione di sussidi e di sopravvivenza strategica. Germania e Francia stanno spingendo una formula 'Made in Europe' per l'industria automobilistica che legherebbe il sostegno dell'UE al luogo in cui vengono costruiti i veicoli e i loro componenti — e le clausole scritte in piccolo stanno mettendo in agitazione i produttori globali di ricambi.

Il che ci porta in Lituania, un paese il cui business dei ricambi vive meno sul pavimento della fabbrica che sulla scheda del browser. Il rivenditore online lituano XDALYS ha costruito il proprio commercio su una semplice doppia promessa: ricambi auto usati e nuovi, ordinati online. La vetrina in lingua inglese e le linee di contatto sia in Lituania che in Estonia suggeriscono una base di clienti che si estende oltre i confini baltici — dai riparatori attenti al budget a caccia di un gioiello di seconda mano ai conducenti che insistono su pezzi appena usciti dalla scatola.

Lo sfondo politico dà nuovo peso a quel posizionamento. Secondo il piano 'Made in Europe' che sta ora innervosendo i fornitori automobilistici globali, le auto importate dal Giappone non avrebbero alcun diritto ai sussidi UE, mentre i modelli prodotti in Francia, Portogallo ed Europa orientale beneficerebbero solo se una quota sufficiente dei loro pezzi proviene dall'Europa. In altre parole, l'origine di ogni componente — fino alla più umile staffa — avrebbe un'etichetta di prezzo. I fornitori avvertono che la formula fa aumentare i costi e incide sulla competitività, e il nervosismo arriva ben oltre i consigli di amministrazione dell'Europa occidentale.