I sindacati di tutta l’Europa centrale e orientale hanno spostato una protesta programmata a Győr, in Ungheria, dopo che il fornitore automobilistico tedesco WKW ha annunciato la cessazione delle attività della sua unità di Győr, WKW Hungária Kft. La manifestazione è fissata per il 9 novembre, con i partecipanti che si raduneranno nel parcheggio dell’Audi Aréna alle 11:30 e un sit‑in previsto dalle 12:00 alle 14:00, hanno dichiarato gli organizzatori il 4 novembre 2026.
Dettagli della manifestazione e la chiusura di WKW
Gli organizzatori — guidati dalla Federazione Sindacale ungherese Vasas e con il sostegno della tedesca IG Metall — hanno spostato l’evento da Bratislava a Győr dopo che WKW ha dichiarato a settembre che avrebbe «sciolto WKW Hungária Kft. senza un successore legale entro la fine del 2026». L’azienda ha detto ai media locali che «i posti di lavoro di circa 470 dipendenti termineranno per fasi», citando ordini cancellati e condizioni di mercato difficili. Vasas si aspetta la partecipazione transfrontaliera di sindacati da Austria, Repubblica Ceca, Germania, Polonia, Slovakia e Slovenia.
Gli organizzatori hanno detto a MrEast che il sindaco di Győr, Bence Pintér, dovrebbe intervenire alla manifestazione e che prevedono circa 300–400 partecipanti. I sindacati inquadrano la protesta come parte di una reazione più ampia alle perdite di posti di lavoro che si stanno diffondendo nella base dei fornitori europei.
Contesto politico: importazioni cinesi e limiti dell’UE
La chiusura di WKW e la manifestazione di Győr avvengono in un clima di crescente preoccupazione politica a Bruxelles per l’aumento delle esportazioni di auto cinesi in Europa. Report del settore a settembre hanno riferito che l’UE aveva cercato un limite volontario alle vendite di veicoli ibridi cinesi (nei report si è discusso di una quota di mercato del 15%) e che misure commerciali più dure sarebbero state prese in considerazione se Pechino non avesse agito. Electrive ha riassunto i report del Financial Times secondo cui Bruxelles avrebbe esortato la Cina a limitare le esportazioni di ibridi dopo che le importazioni di ibridi plug‑in dalla Cina erano aumentate bruscamente nel 2026.



