La più grande storia di ricarica che l'Europa possa raccontare in questo momento non è stata scritta su un listino tariffario, ma in una sala di consiglio. Mercedes-Benz ha concluso nella regione la propria attività di sviluppo diretto delle infrastrutture, vendendo alla francese Electra la rete di ricarica per veicoli elettrici che gestiva in prima persona in Europa e orientando la partnership verso una nuova direzione. Per la Lituania — un mercato in cui le stazioni e i prezzi di ogni rete pubblica sono monitorati, tracciati e confrontati fino al centesimo — il segnale è inequivocabile: l'era dei costruttori che edificano i propri imperi di ricarica sta tramontando, e oggi la penna è in mano agli operatori specializzati.
Il panorama lituano mostra esattamente perché la posta in gioco è così alta. La piattaforma di confronto ikrovimo-kaina.lt mappa tutte le reti di ricarica pubbliche del Paese, e i suoi dati 2026 si leggono come una guerra di prezzi al rallentatore: la ricarica lenta AC (fino a 22 kW) parte da 0,112 € per kWh contro una tariffa tipica di 0,303 €, la ricarica veloce DC (fino a 150 kW) si apre a 0,20 € contro una tipica di 0,363 €, e la ricarica ultra-rapida HPC da 150 kW in su comincia a soli 0,18 €. Il divario tra le tariffe più economiche e quelle tipiche è il terreno su cui gli operatori vivono o muoiono — ed è proprio il tipo di mercato in cui uno specialista ben finanziato, che arriva già a grande scala, potrebbe capovolgere le carte in tavola nel giro di una notte.
Sul lato della domanda, la gara si fa solo più accesa. Uno studio europeo sulla ricarica intelligente calcola che le città potrebbero tagliare fino al 40 per cento le bollette di rete dei veicoli elettrici, e prevede la diffusione più rapida degli EV nell'Europa orientale — sia pure partendo da una base più bassa. La Lituania è collocata in pieno in quel corridoio di crescita, il che rende le schermaglie tariffarie di oggi una corsa alla conquista del territorio in vista dei clienti di domani.



