Il produttore cinese di veicoli elettrici BYD sta esplorando piani per consolidare le proprie partnership in Romania e individuare nuove opportunità di collaborazione con l'ecosistema automotive del paese, come ha annunciato l'azienda. La mossa segnala un impegno che va oltre le showroom: secondo quanto riportato dalla stampa rumena e regionale, BYD intende installare fino a 200 colonnine di ricarica rapida in tutto il paese, con la rete ultrarapida che dovrebbe prendere forma nei prossimi due o tre anni.

La tecnologia al centro dei piani prende di mira il più grande ostacolo all'adozione dei veicoli elettrici: il tempo di ricarica. I sistemi di ricarica di BYD possono portare la batteria di un'auto elettrica dal 10% al 97% in soli nove minuti, una velocità che renderebbe i viaggi elettrici sulle lunghe distanze della Romania drasticamente più pratici. Per i concessionari e i gestori di flotte, una simile rapidità rafforza le ragioni commerciali per mettere in concessionaria e su strada modelli elettrici a batteria.

Le colonnine di BYD si aggiungerebbero a un corridoio già in movimento. Lo sviluppo aggiunge dettagli ai piani già riportati per la ricarica a 350 kW sulla A7 a Milcovul: PPC Blue Romania e OSCAR Downstream stanno installando 30 punti di ricarica per veicoli elettrici sul tratto autostradale Buzău-Focșani, con potenze fino a 350 kW. Insieme alle ambizioni di BYD, ciò sottolinea quanto velocemente la mappa delle ricariche in Romania si stia riempiendo.

Lo sviluppo arriva su uno sfondo energetico complicato. La Romania ha registrato il maggior aumento dei prezzi dell'energia elettrica per le famiglie nell'UE nel primo semestre del 2026 e, espressi in standard di potere d'acquisto, i prezzi dell'energia elettrica per le famiglie erano i più alti del blocco a 46,9, contro 49,52 nel secondo semestre del 2025, con la Polonia seconda a 41,1. Per gli acquirenti rumeni di veicoli elettrici, l'equilibrio tra i costi della ricarica domestica e le tariffe della ricarica rapida pubblica sarà un fattore decisivo — e una rete ultrarapida fitta potrebbe spostare questo calcolo a favore della mobilità elettrica.