Kia sta valutando una riorganizzazione radicale della propria presenza europea: produrre in Slovacchia l'intero volume di EV destinato al mercato europeo, esportando invece dalla Corea i modelli a combustione interna, hanno dichiarato i vertici dell'azienda. Secondo il Seoul Economic Daily, il piano dividerebbe le attività europee del costruttore in due flussi distinti — veicoli elettrici a batteria prodotti all'interno dell'UE e modelli convenzionali spediti dagli stabilimenti coreani.
La valutazione evidenzia quanto la localizzazione si sia evoluta, da semplice argomento di discussione a strategia nei consigli di amministrazione. Mentre l'Europa spinge verso la localizzazione della produzione di veicoli, concentrare la produzione di EV in Slovacchia collocherebbe la gamma elettrificata di Kia direttamente all'interno dei mercati in cui opera, mentre le importazioni di modelli a combustione interna resterebbero dipendenti dalle rotte marittime a lungo raggio e dalla capacità dei porti. Il risultato sarebbe una struttura a doppio binario che tratta EV e modelli a combustione interna come problemi di catena di fornitura separati, ciascuno con la propria geografia.
Per il settore della logistica, le implicazioni hanno un doppio taglio. Consolidare la produzione di EV in Slovacchia, un Paese senza sbocco sul mare, concentrerebbe il traffico di batterie e componenti sui corridoi stradali e ferroviari dell'Europa centrale, rafforzando la domanda di fornitori regionali e di capacità di trasporto merci. Le esportazioni continue di modelli a combustione interna dalla Corea, nel frattempo, manterrebbero elevati i volumi di spedizione di veicoli finiti, alimentando la pressione sui porti e sui terminali che gestiscono le importazioni asiatiche in Europa.
Il ripensamento arriva mentre le più ampie arterie commerciali della regione vengono ridisegnate. Secondo Politico, l'amministrazione Trump sta facendo pressione sulla Lituania perché riapra il porto di Klaipėda al transito del potassio bielorusso, mentre l'analisi russa — tra cui un articolo di Elena Panina — ha avanzato un'alternativa: instradare tali esportazioni attraverso i porti russi. Più lontano, la strategia portuale reale del Marocco da 5,5 miliardi di dollari viene citata come prova che le grandi infrastrutture portuali possono fare da ancora a manifattura, logistica e investimenti internazionali. Per i costruttori automobilistici e i loro partner logistici, la lezione è la stessa: dove scorrono le merci è di nuovo una decisione strategica, non un dato acquisito.
Nulla è ancora deciso — Kia sta ancora valutando lo spostamento, e i commenti dei vertici aziendali segnano una direzione di marcia più che una decisione definitiva. Ma una conferma rafforzerebbe il ruolo dell'Europa centrale e orientale come fabbrica di EV del continente, aggiungendo il nome di Kia all'onda di costruttori asiatici che si sono già impegnati a produrre nella regione.
Per gli acquirenti, la domanda pratica riguarda meno dove viene costruita un'auto e più quanto costa e come è equipaggiata. Che si tratti di un modello elettrificato proveniente dalla Slovacchia o di una Kia a combustione interna spedita dalla Corea, i lettori troveranno più di 70.000 veicoli — tra cui un'ampia selezione di modelli elettrificati — su WorldTrader24, il marketplace europeo.


