Il mercato automobilistico europeo si appresta ad affrontare un momento politico che potrebbe definire il prossimo decennio. Secondo Transport & Environment, le prossime settimane saranno cruciali per il futuro degli standard CO₂ dell'UE per auto e furgoni e per il regolamento sui veicoli aziendali puliti — una scelta che il gruppo ambientalista descrive come «avanzare o tornare indietro», e che plasmerà il mercato auto europeo del prossimo decennio.
Sul fronte commerciale, le norme UE in programma a favore delle auto prodotte in Europa continuano a destabilizzare i mercati partner. Un alto funzionario tedesco ha dichiarato venerdì a Seoul che le misure non sono dirette contro la Corea — ma si è fermato prima di promettere un trattamento paritario per le auto prodotte in Corea. La Germania sostiene che le regole prendono di mira un «certo paese», una formula ampiamente interpretata come un riferimento alla Cina. La dichiarazione è l'ultima svolta dopo che Giappone e Corea avevano fatto pressione su Bruxelles riguardo ai suoi piani di sussidi, e lascia i veicoli prodotti in Corea davanti a un potenziale ostacolo nonostante le rassicurazioni.
Lo sfondo è un settore cinese dei veicoli elettrici in piena ascesa. Una recente analisi avverte che la competitività cinese in materia di elettrificazione è frutto di un sostegno politico di lungo periodo — un monito per l'industria automobilistica europea mentre il settore corre. Tuttavia, l'industria cinese porta con sé tensioni proprie: le aziende locali affrontano una concorrenza sui prezzi molto intensa, una redditività più debole e un elevato indebitamento, il che suggerisce che la pressione sui produttori europei affermati è severa ma non incontrastata.
I costruttori si stanno già muovendo. L'amministratore delegato di Ford, Jim Farley, afferma che il costruttore rafforzerà ulteriormente il proprio business Ford Energy, con investimenti e produzione a pieno regime entro il 2028 — una trasformazione che egli attribuisce alla spinta dei concorrenti cinesi. Nel frattempo, Ford lancerà nuovi veicoli in Europa insieme ai suoi partner locali, a sottolineare quanto seriamente i colossi occidentali considerino la sfida cinese mentre Bruxelles delibera.
Per i concessionari e gli acquirenti europei, la posta in gioco è concreta. La decisione sugli standard CO₂ e il regolamento sui veicoli aziendali puliti influenzeranno quali veicoli potranno acquistare flotte e clienti privati negli anni a venire, mentre le regole sul contenuto locale potrebbero ridisegnare prezzi e disponibilità dei modelli importati. Entro la fine del decennio, la composizione dei saloni europei — veicoli costruiti in Europa, in Corea o in Cina — potrebbe apparire molto diversa da quella di oggi.
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