L’annuncio di Audi di pianificare un impianto di assemblaggio in Georgia, USA, del valore di circa 4 miliardi di dollari — insieme a notizie di stampa secondo cui la società avrebbe chiesto un sollievo tariffario agli Stati Uniti durante la costruzione del nuovo sito — ha implicazioni immediate per le operazioni di Audi a Bratislava e per la catena dei fornitori dell’Europa centrale che le rifornisce. Il progetto in Georgia sarebbe rivolto ai SUV di fascia alta (Q7, Q8 e il nuovo Q9) che oggi sono prodotti in Slovacchia, e la discussione sulle tariffe negli USA ridurrebbe il costo delle importazioni correnti mentre proseguono i lavori di costruzione.
Dettagli del piano e l’aspetto tariffario
Resoconti del 2 novembre descrivono l’intenzione di Audi di sviluppare il Middle Georgia Megasite in uno stabilimento con capacità annuale di 200.000 unità che, secondo Audi, creerebbe circa 4.500 posti di lavoro; la società non ha ancora ottenuto l’approvazione finale del consiglio di sorveglianza, e gli obiettivi temporali pubblicati dalle autorità statali e locali prevedono la livellazione del sito nel 2027 con produzione all’inizio degli anni ’30.
Separatamente, le notizie affermano che Audi ha chiesto ai funzionari del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti una riduzione del tasso tariffario sulle auto costruite nell’UE che continuerà a importare durante il lungo periodo di costruzione — una potenziale diminuzione dall’attuale aliquota del 15% verso qualcosa di più vicino al 7,5% (la richiesta di Audi) o a circa il 10% (un’opzione dell’amministrazione in esame). Qualsiasi sollievo tariffario temporaneo ridurrebbe sensibilmente il costo d’importazione per veicolo mentre Bratislava rimane una fonte importante di produzione per le vendite in Nord America.



