L'ultimo dei 230 veicoli blindati di costruzione turca è entrato in servizio in Estonia, chiudendo il capitolo delle consegne di un appalto da 200 milioni di euro. Ma invece di sedare il dibattito, il completamento lo ha inasprito: la commissione speciale anticorruzione del parlamento ha avviato un'indagine su come si è concretizzato questo contratto di rilievo. In altre parole, l'hardware più recente dell'Estonia entra in servizio sotto i riflettori del parlamento.

L'ordine, conferito ai fornitori turchi Otokar e Nurol Makina nel 2023, copre blindati da trasporto truppe 6x6 e 4x4 tattici — 230 veicoli in totale, tutti ormai consegnati. È un contratto di grosso calibro secondo qualsiasi metro baltico, e la sua completezza è esattamente ciò che rende delicato il momento: qualunque sia la conclusione della commissione, la flotta è già nelle mani dell'Estonia.

Al centro dell'inchiesta c'è la domanda che ogni fornitore teme: come ha prevalso l'opzione turca? Le cronache intorno al contratto hanno suggerito che la scelta dei veicoli turchi sia stata guidata almeno in parte da considerazioni che hanno tenuto l'appalto sulle prime pagine — interrogativi che la commissione speciale ora intende mettere agli atti. Per Otokar e Nurol Makina, l'indagine getta una luce scomoda sul loro contratto estone.

Per la più ampia comunità dei fornitori, il segnale da Tallinn è netto: in Estonia, vincere la gara è solo metà dell'opera. Anche un appalto interamente consegnato resta sottoposto al vaglio parlamentare, e ciò alza l'asticella della compliance per ogni venditore straniero che corteggia il mercato baltico della difesa e delle flotte. I team di procurement di tutta la regione osserveranno come la commissione peserà la trasparenza rispetto alla realtà operativa — e come i fornitori turchi reggeranno l'esame.