Immaginate una Tesla che scorre lungo l'autostrada verso Lubiana, sterzando, accelerando e frenando da sola mentre chi è al volante si limita a guardare. Dal 7 settembre 2026, questa scena porta con sé il placet ufficiale dello Stato sloveno: Lubiana ha riconosciuto il FSD (Supervised) di Tesla, integrando il sistema di assistenza alla guida più avanzato del costruttore americano nell'ordinamento giuridico del Paese — e lo fa con regole che non lasciano dubbi a nessuno su chi sia davvero al comando.

L'uomo che regge le redini del quadro normativo è Marko Dvornik, il segretario di Stato che ha ora chiarito come la tecnologia verrà governata nella pratica. Il suo messaggio centrale è di una franchezza disarmante: «Restano pienamente responsabili». Nella lettura slovena, il «Supervised» in FSD (Supervised) non è un suffisso di marketing ma una condizione giuridica — l'essere umano resta il conducente agli occhi della legge, per quanto convincenti siano le prestazioni del software.

Dvornik ha affrontato anche il capitolo dei controlli, confermando che le verifiche della polizia restano saldamente parte del quadro e illustrando le priorità dello Stato per il rollout. Il nuovo status della tecnologia non mette nessuno al riparo dai controlli su strada, e la sicurezza stradale resta il metro con cui l'esperimento verrà misurato. In sintesi: la Slovenia apre la porta all'autonomia, ma tiene una mano ben salda sul volante.

Il tempismo è sorprendente. Il settembre di Tesla in Europa è stato da record — le vendite in crescita di un vertiginoso 71,1 percento — mentre i marchi cinesi sono balzati del 113,2 percento, superando nettamente i rivali giapponesi. Per dimensioni di mercato, la Slovenia può collocarsi ben al di sotto del Regno Unito (99.201 immatricolazioni BEV, +36,3 percento), della Germania (88.599, +94,7 percento) o della Francia (65.243, +107,5 percento), ma con la sua decisione sul FSD ha consegnato qualcosa che ai mercati più grandi spesso manca: una chiarezza normativa senza ambiguità.