Porsche ha annunciato che trasferirà la produzione del Cayenne da Bratislava di nuovo a Lipsia, una decisione che l'azienda presenta come un tentativo di salvare gli stabilimenti della casa madre in Germania. La mossa è un duro colpo per la Slovacchia, la cui capitale ha prodotto il grande SUV, e arriva in un momento in cui la mappa automotive del paese sta già ridisegnandosi grazie a nuovi investimenti, tra cui lo stabilimento di veicoli elettrici pianificato da Volvo.
Allo stesso tempo, Porsche si rifiuta di seguire la corsa alla produzione americana guidata dai dazi. Nonostante il 15 percento di dazio che gli Stati Uniti applicano alla maggior parte delle auto importate dall'Europa, tutti i modelli del marchio destinati al mercato USA — incluso il Cayenne — continueranno a essere spediti attraverso l'Atlantico anziché prodotti localmente. Il ragionamento è tanto logistico quanto finanziario: anche se Porsche assemblasse veicoli in America, motori e altri componenti dovrebbero comunque attraversare l'oceano, il che significa che uno stabilimento negli USA porterebbe solo benefici limitati.
La posizione distingue Porsche dal marchio sorella Audi che, come EastAutoNews ha recentemente riportato, sta investendo 4 miliardi di dollari in uno stabilimento SUV da 200.000 veicoli in Georgia per ottenere sollievo dai dazi. La divisione all'interno del Gruppo Volkswagen racchiude due scommesse concorrenti sulla politica commerciale: un marchio che localizza la produzione per evitare i dazi, l'altro che punta sul fatto che i costi di importazione restino più convenienti rispetto alla duplicazione di una complessa catena di fornitura transatlantica.
L'enfasi sui flussi di componenti spiega anche perché le infrastrutture logistiche stiano salendo nell'agenda del settore. In Nord America, l'attenzione si sta spostando su hub come CentrePort — un sito intermodale di circa 8.100 ettari vicino a Winnipeg che integra trasporto ferroviario, stradale e aereo e giocherebbe un ruolo centrale nelle future rotte — mentre l'Arctic Gateway Group indica Churchill come potenziale ulteriore anello della catena.
Per l'Europa centrale e orientale, il messaggio è che la produzione premium può essere richiamata a ovest ogni volta che gli stabilimenti tedeschi hanno bisogno di essere riempiti, anche mentre i progetti sostenuti dalla Cina spingono nella direzione opposta. Per concessionari e acquirenti, cambiamenti come questo si ripercuotono rapidamente sulla disponibilità dei modelli e sui prezzi, quindi confrontare le offerte in tutto il continente conviene: chi cerca un veicolo può trovare auto sensazionali a condizioni sensazionali su WorldTrader24, il marketplace europeo con oltre 70.000 veicoli.


