Le linee di montaggio del complesso Dacia di Mioveni e dello stabilimento Ford di Craiova sono nate su una promessa semplice: massima mobilità al minimo prezzo. Questa settimana Bruxelles si è mossa per premiare proprio questo. Le commissioni del Parlamento europeo hanno proposto norme automobilistiche UE più semplici e nuovi incentivi per le piccole vetture elettriche, sviluppando una proposta della Commissione europea pubblicata a dicembre 2025 per semplificare i requisiti tecnici e le procedure di prova dei veicoli a motore, parte del suo pacchetto automobilistico. Per un Paese la cui identità industriale è l'auto accessibile, il segnale dalla capitale UE non potrebbe essere più esplicito.

Il lavoro delle commissioni arriva appena pochi giorni dopo che gli eurodeputati hanno approvato obiettivi di emissioni più flessibili per le auto — un risultato che segna una svolta significativa nella politica climatica UE e negli equilibri di potere all'interno del Parlamento, dove un tempo un ampio consenso politico sosteneva standard CO2 progressivamente più severi. Il ripensamento è stato alimentato dai costi energetici alle stelle e da un'industria automobilistica UE sotto attacco di concorrenti cinesi più agili che offrono modelli elettrificati più economici. I cambiamenti fanno parte di un pacchetto più ampio di misure pensate per rafforzare la produzione automobilistica all'interno del blocco — una svolta di politica industriale con beneficiari ben precisi in mente.

La Romania figura a pieno titolo tra questi. Gli incentivi per le piccole vetture elettriche incanalerebbero il sostegno normativo proprio nel segmento in cui gli stabilimenti del Paese sono più forti: modelli compatti e convenienti, pensati per i volumi più che per il fascino della vetrina. Requisiti tecnici e procedure di prova più semplici promettono sollievo proprio per questo tipo di produzione sensibile ai costi e ad alto volume. E il pacchetto riserva un'ulteriore svolta di politica industriale — crediti di conformità sulle emissioni per l'uso di acciaio europeo a basse emissioni, una leva con cui i legislatori sperano di creare domanda per il materiale prodotto in Europa e premiare le filiere che lo impiegano.

La svolta alza la posta anche sulla mappa dei punti di ricarica rumeni. Ai sensi del Regolamento sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, la capacità di ricarica pubblica deve crescere in linea con il parco circolante, con almeno 1,3 kW di potenza di ricarica pubblica richiesti per ogni auto elettrica a batteria immatricolata. Se i nuovi incentivi sospingeranno le piccole elettriche nei vialetti del grande pubblico, ogni immatricolazione comporta l'obbligo corrispondente di costruire — una prova di quanto rapidamente le infrastrutture possano crescere al passo con le fabbriche. Le proposte devono ancora superare l'intero iter legislativo UE, ma la direzione di marcia è inequivocabile: Bruxelles non si limita più a regolamentare l'industria automobilistica europea; sta cercando di riconvertirla, con l'elettrificazione accessibile come pezzo centrale.

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