L'ultima analisi del mercato EV europeo e delle stazioni di ricarica di settembre 2026 conferma che lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica del continente resta profondamente disomogeneo. Nonostante la continua espansione della rete, la densità di ricarica nei paesi dell'Europa orientale e meridionale resta di gran lunga inferiore a quella dell'Europa occidentale e settentrionale — un divario che l'analisi identifica come un fattore chiave nello sviluppo EV della regione. I dati aggiungono una nota che raffredda gli entusiasmi al recente reportage di EastAutoNews sulla corsa alle ricariche nell'Europa orientale: la regione sta accelerando, ma da una base molto più bassa, e il deficit di densità rispetto all'Ovest persiste.
Il deficit infrastrutturale si aggiunge alle difficoltà economiche. I tassi di adozione in tutta Europa variano notevolmente a causa di fattori economici e delle infrastrutture locali, e nell'Europa meridionale e orientale — dove i redditi familiari medi sono più bassi e il parco circolante tende a essere più vecchio — gli alti prezzi d'acquisto iniziali restano un ostacolo decisivo. Per i concessionari e gli acquirenti che servono questi mercati, piattaforme europee come WorldTrader24.de, un marketplace con oltre 70.000 annunci di veicoli, rendono più semplice confrontare i prezzi richiesti per gli EV con i modelli a combustione che i clienti scambiano concretamente oggi.
Eppure il quadro regionale non è privo di campioni. Nella sua classifica 2026 delle dieci principali società europee di stazioni di ricarica EV, l'osservatorio di settore Anari indica GreenWay come principale fornitore di infrastrutture di ricarica EV nell'Europa centrale e orientale. L'operatore domina principalmente i mercati di Slovacchia e Polonia, con una presenza in crescita in altri mercati regionali — un'impronta che rende GreenWay un termometro di dove la copertura di ricarica nell'Est Europa, e per estensione la domanda EV, possa realisticamente crescere.
La tecnologia potrebbe aiutare a ridurre il divario dal lato dei tempi di ricarica. BYD sembra pronta a lanciare una nuova generazione, ancora più potente, di colonnine megawatt. La ricarica a megawatt partirà prima in Cina, ma BYD vuole portarla in Europa — una mossa che, se realizzata, scalfirebbe uno dei più grandi ostacoli all'adozione degli EV: i tempi di ricarica, un vincolo sentito in modo ancora più acuto dove le colonnine pubbliche scarseggiano.
Sul fronte dell'offerta, anche la produzione europea di batterie sta raggiungendo volumi significativi. La divisione batterie del Gruppo Volkswagen, PowerCo, ha notevolmente aumentato la produzione nello stabilimento tedesco di Salzgitter, che ha una capacità annua di 20 gigawattora — sufficiente a fornire batterie per 250.000 EV. L'aumento dei volumi arriva mentre l'Europa fa i conti con quella che una recente analisi definisce una "verità scomoda" sulle realtà della produzione locale di batterie.
Per i concessionari, gli importatori e gli acquirenti di flotte della regione, la conclusione è quella di un mercato in transizione più che in decollo. Mentre la mappa delle ricariche si uniforma lentamente, i veicoli correlati — dagli EV che guideranno la curva di adozione della regione fino al parco più datato che ancora definisce gran parte del circolante esistente — si possono cercare e confrontare su WorldTrader24.de, il marketplace europeo con oltre 70.000 veicoli in vendita.


